IO VIAGGIO DA SOLA

recensioni di viaggio, musica, libri, stile e vizi

Take That (and PSB) @ San Siro, Milan 12/07/11

50.000 persone, per lo più ragazzine e non più ragazzine, si sono date appuntamento martedì scorso allo Stadio di San Siro a Milano per la tappa italiana del Progress Tour dei riuniti Take That, il gruppo, la “boy band” inglese più di successo degli ultimi vent’anni, che dopo anni di silenzio si è riunita prima nella formazione a 4 degli scorsi 3-4 anni e poi, con l’album Progress, con l’aggiunta della “guest star-figliol prodigo” Robbie Williams, che ormai star internazionale dal successo planetario, aggiunge un plus di “carta moschicida” per fans di ogni generazione. E infatti si vede di tutto: mamme con figlie, mamme senza figli, mogli con mariti riluttanti, bambine non più bambine che ritornano bambine, manager in gonnella che per una sera ululano canzonette, teenager che scoprono i TT al secondo giro. Io sono lì prima di tutto per la band “spalla” che sono nientemeno che i Pet Shop Boys. Nonostante il bel palco del Pandemonium tour, Neil Tennant sembra un pesce fuor d’acqua al cospetto di un pubblico così numeroso, non più alla sua portata ma i PSB fanno comunque una buona figura, rispolverando pezzi di un tempo come Suburbia o Left to my Own Devices che le ragazze non più ragazze conoscono a menadito! La scenografia è imponente: un palco sovrastato da un gigante robot a braccia spalancate, una passerella che attraversa il campo e un palco più piccolo in fondo. Quando i TT arrivano, tutti aspettano Robbie ma i primi pezzi sono un tuffo nella loro recente storia a 4 e Mark, Gary, Jason e Howard stanno soli soletti in compagnia di ballerini, fuochi pirotecnici, pattinatrici, coriandoli e clown. E poi quando meno ce lo si aspetta ecco arrivare con un tuffo dall’alto Williams che occupa da solo il palco per circa mezz’ora. E sono salti, tuffi, boccacce, ondeggiamenti di bacino, diti medi, urla e molta molta musica. Lui sa tenere come pochi il palcoscenico e pace se appare un pochino alterato ed esageratamente eccitato. Robbie è così. Poi una pausa e di nuovo tutti insieme sul palco: prima i pezzi del nuovo CD tra strabilianti scenografie tra cui si annovera un robot alto 10 metri che si muove e si alza in piedi, una parete verticale dalla quale nasce una cascata d’acqua, fiammate, ballerini e un Robbie sempre più sprezzante del pericolo che si butta a testa in giù da metri di altezza. I cinque terminano con un medley di pezzi vecchi, vecchi di 15 anni (e quando lo dicono fa impressione). Il tempo passa, noi invecchiamo, le ragazzine fanno le mamme ma loro – ma come fanno??? – restano bellissimi, elegantissimi e allenatissimi. Ci dev’essere un segreto…

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Questa voce è stata pubblicata il 17/07/2011 da in Musica in viaggio con tag , , , , , , .

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