IO VIAGGIO DA SOLA

recensioni di viaggio, musica, libri, stile e vizi

“Solar” di Ian McEwan

L’ultimo romanzo di Ian McEwan, questo Solar edito da Einaudi in Italia, è uscito da circa un anno ormai e, dopo averlo tenuto sullo scaffale per un certo periodo di tempo, mi sono decisa a leggerlo. Nonostante l’autore britannico resti tra i miei preferiti, la stampa di mezza Europa non si stancava di stroncare i suoi ultimi lavori, quelli successivi al bellissimo Espiazione accusando l’autore di stanchezza, creatività esaurita e unico interesse commerciale. Insomma, per i critici, McEwan si interessava solo delle vendite dei suoi romanzi che gli erano valsi un bel po’ di soldini per pagarsi, tra l’altro, le costosissime spese per un travagliato divorzio dalla compagna storica. Dopo la delusione in particolare causata da Sabato, un romanzo a mio parere noiosissimo, guardavo con sospetto questo Solar e non mi convincevano le solite quotations della stampa estera riportate in quarta di copertina. Si sa, sono tutte marchette!
Mi sono dovuta ricredere. La storia è alquanto avvicente, nonostante le premesse incerte: Michael Beard è uno scienziato, un fisico che ha vinto un premio Nobel ma che negli anni successivi si è appiattito in una vita fatta di grandi scorpacciate di cibo spazzatura e di collezionismo di avventure sessuali e matrimoni improbabili. Michael ha perso il peso forma e anche la passione per il suo lavoro e forse per se stesso. Ma non è una persona triste: anzi, è parecchio pieno di se stesso, conscio del suo inspiegabile fascino sul sesso debole. Michael disprezza i giovani ricercatori che lavorano con lui perché spinti da grandi ideali, soprattutto nei confronti della ricerca di fonti alternative di energia. Disprezza ormai anche sua moglie, che lo tradisce con un carpentiere aitante e violento. La sua carriera è stanca e fatta di viaggi all’estero poco motivati e parties nei quali Michael viene invitato solo perché anni prima era stato insignito del massimo dei premi.
Finché, in perfetto stile McEwan, un fatto di sangue scatena un futuro imprevedibile. L’autore torna davvero alla bravura di vent’anni fa, scavando nella psicologia dei personaggi, nel quotidiano, nei pensieri più nascosti e il lettore segue Michael ovunque: dalle sue scorribande sessuali fino al desiderio di spazzare via un pacchetto di patatine in aereo. Queste minuziose descrizioni ci fanno riconoscere il nostro “noi stessi” inaccettabile e perciò diventano paradossalmente divertenti. Michael, alla fine, è un po’ tutti noi. E la scena della pipì in mezzo ai ghiacci artici (leggetelo solo per questo passaggio irriverente e divertentissimo) è davvero memorabile.
McEwan non ha perso il tocco magico di saper descrivere l’intimo dei suoi personaggi in modo così umano da stupirci, perché neppure noi – così umani – a volte siamo in grado di riflettere su ogni piccola cosa come lui riesce a fare scrivendo.
Sono felice di essere di nuovo una fan senza ripensamenti di questo grande autore.

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Questa voce è stata pubblicata il 15/01/2012 da in Letture in viaggio con tag , , , , .

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