IO VIAGGIO DA SOLA

recensioni di viaggio, musica, libri, stile e vizi

“Shining India” di Alka Saraogi

shining_indiaUn libro che mi è capitato tra le mani quasi per caso, come se il titolo in qualche modo mi chiamasse.
Sono infatti anni che desidero un viaggio in India e quasi tutto ciò che parla dell’India mi attira in qualche modo.
Ma il titolo Shining India (ed Neri Pozza) è più che azzeccato per questo romanzo della scrittrice Alka Saraogi, tradotto direttamente dall’hindi.
K.V., il  primo personaggio ad essere incontrato in questo romanzo, è il tipico indiano di casta “superiore” oggi: benestante, rampante, convinto sostenitore del progresso e della crescita come solo uno yuppie americano poteva essere negli anni Ottanta.
Ma in India c’è di più: c’è la convinzione della superiorità di alcune caste e la convinzione, al tempo stesso, della superiorità di un’intelligenza, quella indiana, in grado di far progredire un Paese che è di fatto un continente, pronto a diventare una Potenza.
K.V. è un gran lavoratore ma è soprattutto uno che dispensa consigli e lunghi monologhi sulla situazione indiana di oggi, sull’importanza del guadagno, sulla fiducia per il domani.
L’amico Gurucharan, Guru per gli amici, lo ascolta. Spesso muto, spesso raccolto e spesso attentissimo alle parole di K.V.
Anche Guru è un manager di successo, anzi K.V. lo ammira proprio per il suo gran successo e anche per quel fare distaccato rispetto alla vita: Guru infatti è un uomo affascinante ma non si è mai sposato, si contorna di amicizie femminili anche influenti, eppure sembra navigare “sopra il cielo”.

Ma Guru nasconde nelle parole di K.V. gran parte della sua vita. Perché Guru, a differenza dell’amico, sparisce in viaggi misteriosi nel cuore dell’India vera, nelle campagne e sulle montagne più impervie. Alla ricerca di qualcosa o di se stesso. Tra riflessioni, preghiere, lunghe passeggiate e amici che lo accompagnano, tra cui c’è il giovane Bhatta, un altro “malato di progresso” ma colto da continua inquietudine.
Finché a un certo punto Guru scompare lasciando i suoi diari: documenti che apriranno gli occhi a K.V. e allo stesso Battha. Sull’India e sulla loro coscienza.

Un bel romanzo, in alcuni punti difficile e profondo, che forse meritava anche di essere più lungo delle sue 239 pagine per dare la possibilità al lettore di capire di più dei personaggi.
Tra le righe, e neppure troppo, l’India moderna tra matrimoni tra diverse caste, conformismo, tradizione, convinzioni ma anche progresso, corsa economica galoppante, attaccamento al lavoro e al denaro. C’è tutto: il misticismo alla Tiziano Terzani ma anche la dottrina thatcheriana in un romanzo che va letto.

Consigli di viaggio: ovviamente prima di andare in India!

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