IO VIAGGIO DA SOLA

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Damon Albarn “Everyday Robots”

unnamedQuesto Everyday Robots di Damon Albarn riassume in modo davvero incisivo gli anni di Albarn e probabilmente la sua intera, complicata, interessante carriera musicale.
Se avete la mia età o qualcosa di più – dai 35 in su in pratica – conoscete già Damon Albarn ma ve lo ricordate magro, con una magliettina a strisce, un caschetto di capelli biondastri e una faccia di gomma che saltella qua e là nel nuovo video di una band che ha fatto storia. Per i più giovani… La band si chiamava Blur ed era composta da un manipolo geniale di ragazzini inglesi, che erano diventati la band più famosa del Brit Pop, insieme agli odiatissimi Oasis. Tanto famosa da essere invitata ai party di Tony Blair nella Cool Britannia degli anni Novanta.

Cosa c’è in questo disco di quegli anni? Pochi ritornelli stupidi, poca elettronica ma quello spirito fantasioso di chi gioca con le parole e i suoi in un modo disincantato. Per riferimenti ascoltare pezzi come Mr Tembo e Heavy Seas of Love con quei cori che hanno contraddistinto qualche ultimo pezzo dell’avventura dei Blur.

Poi i ragazzi si sono separati, sono iniziati gli anni Duemila. Blair faceva meno il Cool e più la guerra. 
Ognuno è andato per la sua strada. Dopo qualche tentennamento, Damon Albarn fonda i Gorillaz. Più che una band, un vero progetto d’arte contemporanea, che unisce musica, fumetto, performing arts, cinematografia. Cosa c’è in questo disco dei Gorillaz? Abbastanza. Qualche pezzo di straordinaria eleganza come Lonely Press Play per esempio. Che richiama gli inviti melodiosi del trip-hop per esempio.

Ma Damon Albarn non è mai contento e, oltre ai Gorillaz, decide che la sua carriera solista non è terminata. E forse non è terminata neanche l’avventura dei Blur perché sono anni che tutti aspettano una réunion che non si sa se mai ci sarà. Chissà.
Nel frattempo Damon sa che non può stare fermo. E allora scrive, suona, canta. E lo fa alla maniera di come è oggi. Un uomo post-quarantenne, che a noi post-trentenni ricorda sempre quel bellissimo inglese per cui abbiamo tutte avuto una cotta. Ma che è diventato un vero e proprio intellettual-chic della musica di qualità di oggi. Tutti lo vogliono, tutti lo citano, nessuno riesce a imitarlo. Allora ci pensa lui a regalarci un disco d’eccezione. E cosa c’è di questo Damon Albarn DOC in questo disco? Tutto.
Ecco, allora se volete ascoltarvi un disco davvero DOC, non perdetevi Everyday Robots.

voto: 10

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