IO VIAGGIO DA SOLA

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Brandon Flowers “The Desired Effect”

brandonflowersdesiredeffect750Brandon Flowers, frontman dei Killers, è giunto alla sua seconda esperienza da solista con un album completo. The Desired Effect è di nuovo un ottimo motivo per affermare, se ancora servisse, che Mr Flowers ha un’attrazione decisamente importante verso gli anni Ottanta e verso il pop elettronico di quel tempo. Un’attrazione che per certi versi si incontra e si scontra con quella sua tanto sbandierata adorazione delle sue origini americane o ancora meglio di Las Vegas, con tutti gli annessi e connessi di cosa musicalmente voglia dire.

The Desired Effect è un album che, rispetto al precedente lavoro da solista Flamingo, si apre un po’ di più verso le influenze che Flowers ha avuto e che ancora accoglie provenienti dal pop elettronico britannico e lascia un po’ in disparte l’altra sua grande passione: la musica folk americana e gli scintillii di Las Vegas.

E lui, quasi come un novello Brian Ferry, si muove tra belle ragazze nel video di “Still Want You” – ma decisamente con più ironia di quanto il buon Ferry facesse – o si lancia in tenuta da Miami Vice in un revival di Smalltown Boy di Jimmy Sommersville e dei Bronsky Beat nella sua “I can change”.
I duetti con Neil Tennant dei Pet Shop Boys e quelli fatti sul palco con Lady Gaga hanno sicuramente lasciato un segno nel già devoto agli Eighties Brandon Flowers, perché l’intero album rende grazie al periodo che fu fatto di giacche bianche, trucco e sintetizzatori.
Ovviamente con un tocco di modernità, tipico dei Killers, qualche chitarra in più e un sano “non prendersi troppo sul serio” che fa di Brandon Flowers un ottimo artista, decisamente più simpatico di molti suoi colleghi di quegli anni.

Un album che scorre via senza troppi eccessi. Si fa ascoltare per qualche settimana con piacevolezza e dopo un po’ forse ti ha già raccontato tutto di sé. Ma del resto, è fieramente musica pop e più di questo non possiamo aspettarci. Personalmente, io ne sono felice perché prendersi eccessivamente sul serio quando fai pop non ha senso.

Voto: 7 e mezzo

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