IO VIAGGIO DA SOLA

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Expo2015 ultima settimana: Come visitarlo nella folla senza restare delusi

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Expo 2015 ovvero, per chi non l’ha ancora visitato, la sfida titanica di riuscire prima di tutto ad entrare senza troppa coda e poi di visitare il numero più alto di padiglioni possibile. Premesso che personalmente ancora non mi spiego del motivo per cui così tanta gente ha atteso l’ultimo momento per visitare la manifestazione di Milano, vorrei in questo post darvi qualche consiglio per affrontare al meglio la vostra visita all’Esposizione Universale organizzata a Milano, se la intraprenderete durante l’ultimissima settimana di apertura, ovvero quella che inizia di fatto domani e si concluderà con il 31 ottobre e la sua definitiva chiusura.

Allora partiamo subito con qualche dritta che, mi raccomando, vuole essere per prima cosa LEGALE e RISPETTOSA di chi è in coda come voi e quindi niente consigli del tipo “mettetevi un cuscino sotto la pancia” o “portate la zia malata in carrozzina”. Per seconda cosa non vuole essere un post che vi dia consigli per entrare nel numero maggiore di padiglioni, perché diciamocelo francamente – a meno che non vogliate spaccarvi in due la schiena – fare 8 ore di coda per entrare al padiglione del Giappone non ve lo consiglierei mai (al limite risparmiate per comprarvi un biglietto per Tokyo).
Quindi vuole essere un post di consigli per godervi la vostra giornata ad Expo nel migliore dei modi, rilassati e tranquilli eppure uscendone felici e soddisfatti.
Non credete sia possibile? Allora leggete qui:

    1. Quando partire e quando arrivare? Sappiate che le due entrate principali di Expo aprono entrambe attorno alle 9 del mattino. Sul sito leggerete che l’entrata di Cascina Triulza, ovvero quella più vicina alla stazione ferroviaria, apre alle 10 ma non è vero.

      Troppa gente non lo sa ancora ma, a causa delle code, entrambe le entrate principali ovvero Roserio, l’entrata dalla parte del padiglione giapponese, che è dedicata all’arrivo di chi giunge in macchina o in autobus privati e Cascina Triulza, per chi arriva in treno, aprono presto.
      Il modo migliore per arrivare a mio parere è pur sempre il TRENO.
      Dalla stazione di Rho Fiera Expo transitano – fermandosi – diversi treni Alta Velocità e diverse linee Suburbane milanesi. Da ogni capoluogo di provincia lombardo vi basterà al massimo un cambio di treno per arrivare. Per tutte le info e il cambio treno consiglio di verificare il sito Trenord oppure la APP di Trenord appena rilasciata, che ha un’area tutta dedicata ad Expo.
      Arrivare in METROPOLITANA può sembrare più comodo ma la stazione della metro di Rho è distante circa 2km dal sito di Expo e, pur essendo collegata da un sovrappasso pedonale, vi costringerà a farvi una passeggiata lunga per arrivare ai cancelli. Quindi meglio preservare le forze per la giornata e scegliere il treno!
      L’ora migliore per arrivare ai cancelli è tra le 8 e le 8.30 del mattino proprio perché molte persone pensano che i cancelli non aprano fino alle 10 e non troverete ancora tantissima gente, soprattutto se scegliete un giorno feriale.

    2. Fate progetti ma fino a un certo punto.

      Lo so, molti voi vorranno farsi una strategia ovvero decidere prima di arrivare quali padiglioni visitare, come, in che ordine rispetto alla zona di arrivo.Non sto dicendo che sia sbagliato ma le sorprese sono dietro l’angolo e purtroppo le code sono molto volubili e mutevoli, quindi a meno che non abbiate davvero la fissazione di vedere padiglioni in particolare, io vi consiglieri di lasciarvi trasportare dalla disponibilità dei padiglioni non appena arriverete.

       

       

    3. Non fidatevi delle code e detraete sempre circa 30 minuti da una coda potenziale di 2 ore.

      Molte code vi scioccheranno come per esempio quella del padiglione della Corea del Sud (a mio parere il più bello tra quelli visitati) o quella davanti al padiglione di Israele, ma non fidatevi. Alcune delle code sono molto scorrevoli e pur essendo in ogni caso lunghe ed estenuanti, sono decisamente più veloci di quello che il personale del padiglione vi comunicherà al vostro arrivo.
      Detraete pertanto sempre qualche 15-30 minuti dal tempo di attesa che vi verrà comunicato.

    4. Padiglione Italia sì o no?

      Fate come volete ovviamente ma considerate che il Padiglione Italia, l’Albero della Vita e il Padiglione Zero sono in ogni caso di proprietà italiana e pertanto – grazie al successo inequivocabile delle ultime settimane – sarà facile che vengano in qualche modo riutilizzati o riaperti. Magari non subito, magari non nello stesso posto ma non tutto è perduto per questi tre siti per intenderci. Potrebbero vivere anche senza Expo e quindi sta a voi decidere se dedicare 7 ore della vostra visita per attendere pazienti in coda per entrare nel padiglione Italia.

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    5. Padiglione Giappone sì o no?

      Per decidere potreste cominciare da un video su YouTube. Il web è pieno di video di gente che ha documentato la visita a ogni singolo padiglione.


      Vi consiglierei di dare un’occhiata a un video come questo per esempio, per capire se vi conviene stare in coda per così tanto tempo oppure se dopo 6 ore di coda desiderereste vedere la Madonna e un sentiero lastricato d’oro e nulla sotto questa aspettativa potrebbe soddisfarvi.
      Personalmente ho visitato il Giappone per davvero (non il padiglione) e quindi non ho voluto attendere in paziente fila.
      Altra occasione per vivere da vicino l’esperienza “made in Japan” è scegliere come ho preferito io di evitare la coda per il padiglione ma di non lasciarsi sfuggire il ristorante, al quale potrete accedere senza code e senza problemi da un’altra entrata del padiglione.
      Il ristorante è un self-service in cui effettuerete un ordine su un touchscreen, selezionando i piatti che vorrete e vi verranno consegnati dalla macchina i biglietti con i numeri che corrispondono ai vostri piatti e che potrete ritirare direttamente al bancone quando il display mostrerà il vostro numero. Qualità del cibo ottima, spesa attorno ai 20-30 euro per un pasto.

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    6. Non dimenticate i padiglioni “minori”

      Alcuni possono davvero custodire interessanti piccole meraviglie. A partire dall’Indonesia per esempio con le sue bellissime bambole – burattino artigianali, o il padiglione della Turchia che è semplice, all’aperto e con poca coda ma che custodisce bellissime realizzazioni in ceramica, spezie e fiori, oppure ancora la Slovenia con i sali su cui poter camminare a piedi nudi.
      Anche i cluster dedicati sono interessanti e pieni di spunti. Inoltre permettono di acquistare piccoli ricordi senza spendere troppo, come il burro di karitè africano oppure il riso e il caffè di svariati Paesi: un modo carino per acquistare un souvenir utile e particolare.



    7. Infine il cibo: da non dimenticare

      Ho visto troppa gente visitare Expo e finire a mangiare una piadina o un panino col salame in uno dei mille ristorantini – di gran qualità – italiani dispersi sul Cardo e attorno al padiglione Italia. Ma vi prego, non dimenticate che Expo è anche un’occasione unica per riflettere sugli ingredienti del Mondo, sulle modalità di cucina e di cottura, sulla cultura del cibo e dell’alimentazione.
      Quindi è il momento giusto per dedicare un piccolo budget (diciamo tra i 30 e i 50 euro a persona se potete) all’assaggio di svariati cibi che difficilmente potrete provare senza viaggiare.
      A partire dai succhi africani e asiatici (di Baobab, di Caco, di Giuggiola quelli più curiosi per una spesa di circa 5 euro a bicchiere), fino ad arrivare al burger di zebra o ai dessert nepalesi.
      Personalmente ho amato moltissimo la cucina del padiglione del Nepal: economica, davvero nutriente, piena di sapore e per nulla troppo speziata.
      Se la gente è proprio troppa, trasformate la vostra visita in un giro al più grande ristorante del mondo e procedete per piccoli assaggi: 4 ravioli fritti al padiglione coreano, due frittelle a quello nepalese, un piccolo assaggio di bulghur a quello israeliano oppure un cartoccio di patatine belga con salse molto particolari.
      Sarà comunque una festa per gli occhi e per il palato.

 

Ecco la mia fotogallery finale:

 

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